12 MAGGIO 2021 GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE

Oggi, nella GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE, ricordiamo la vocazione di un servizio che ha rivestito, e rivestirà sempre di più, un ruolo fondamentale negli ospedali e nel rapporto con i malati e le famiglie sul territorio. Il loro lavoro va sostenuto sempre per tutelare il diritto alla salute di tutti noi.

La GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE si celebra in tutto il mondo, il 12 maggio, anniversario dei 200 anni dalla nascita, a Firenze, di Florence Nightingale, fondatrice dell'infermieristica moderna.

Gli infermieri sono la spina dorsale di qualsiasi sistema sanitario e oggi, molti di loro si trovano in prima linea nella battaglia contro Covid-19.

È in onore di Florence Nightingale, riconosciuta come la fondatrice dell'assistenza infermieristica moderna, che ogni anno il 12 maggio si celebra la Giornata Internazionale dell'infermiere. Durante la guerra di Crimea, i soldati la videro, instancabile, girare giorno e notte tra i feriti e fu denominata la "dama della lampada".

Che Florence avrebbe lasciato un'impronta nella storia, fu evidente sin da subito. Scelse la "chiamata" alla vocazione da infermiera, nonostante al tempo il mestiere fosse poco considerato.

Suoi i precetti e le linee guida seguiti ancora oggi nella cura del paziente, alla base sia dei corsi della Nightingale Training School che istituì nel 1860, che delle Noteson Nursing, un libro di 136 pagine diventato pietra miliare del curriculum delle scuole per infermieri.

Capace di trattare a tu per tu con i grandi luminari del tempo, fra i primati della Nightingale ci fu l'esser la prima donna membro della Royal Statistical Society (entrerà anche all'American Statistical Association), l'aver contribuito alla nascita dei servizi sociali inglesi, così come aver ispirato Henry Dunant per la creazione della Croce Rossa Internazionale.

Donazione alla Casa di Iris

Il CRAL USL PIACENZA A.P.S. ha erogato all'Associazione Insieme per l'Hospice onlus un contributo di 5.000,00 € per l'acquisto di un sanificatore ambientale. 

Questa donazione è stata possibile grazie al contributo dei soci del CRAL USL PIACENZA che hanno devoluto la somma solitamente utilizzata per l’acquisto delle loro strenne natalizie.

L'attrezzatura acquistata è stata consegnata nei giorni scorsi al Direttore Sanitario de “La Casa di Iris”, Dott.ssa Giovanna Albini, presente Sergio Fuochi, con il Presidente del CRAL Paolo Merli unitamente ai rappresentanti: Valeria Barabaschi, Sergio Groppi e Leonardo Rigolli. Il Sanificatore ambientale è attivo sui batteri, sui virus e sui funghi. La funzione principale presso “La casa di Iris” sarà quello di sanificare gli ambienti principalmente dal virus sar-cov con un abbattimento della carica che si aggira attorno al 99%. L'attrezzatura viene utilizzata trutti i giorni negli ambienti comuni ed agisce in tempi rapidi.

APERTURA SEDE OPERATIVA DEL CRAL A FIORENZUOLA D'ARDA

E' a disposizione dei soci l'accesso alla sede operativa del CRAL in Località Caselle Caminata n. 415, la sede si trova in una casa colonica situata nella campagna piacentina sulla provinciale che unisce Fiorenzuola d'Arda al Borgo medievale di Castell'Arquato. I soci possono ritrovarsi presso questa sede per momenti di aggregazione spontanei, per eventi proposti dai soci e/o organizzati dal circolo. A disposizione dei soci una cucina professionale gestita dallo chef gentleman Antonio Illari, al quale è possibile rivolgersi telefonando al +39 334 944 5809 o scrivendo a segreteria@craluslpiacenza.it

SIAMO TUTTI IN DIFFICOLTA’ MA NOI VOGLIAMO GUARDARE ALLA STELLA!

Il CRAL USL PIACENZA A.P.S. quest’anno, in occasione delle festività natalizie, al posto di fare il tradizionale dono ai propri soci ha deciso, cogliendo il suggerimento di alcuni iscritti, di devolvere la somma di cinquemila euro, solitamente spesa per le strenne natalizie, all’Hospice La casa di Iris.

Con l’avvicinarsi delle festività, anche quest’anno era arrivato il momento di porsi la domanda: cosa regalare per Natale ai nostri soci? Purtroppo quest’anno, in clima di pandemia, gestire la logistica dei regali non sarebbe stato facile e pensando ad un gesto simbolico per dire grazie a tutti gli operatori sanitari e in special modo ai nostri iscritti abbiamo pensato ad un’alternativa: sostenere una causa attraverso il nostro dono natalizio. Si è così deciso un gesto solidale verso un’organizzazione non profit come La Casa di Iris una struttura che attraverso l’Associazione Insieme per l’Hospice onlus e la Fondazione, appartiene a tutti i cittadini di Piacenza e provincia.

L’attività qualificata offerta da La Casa di Iris vede impegnati, 365 giorni all’anno, medici, infermieri e professionisti che garantiscono l’assistenza continuativa al paziente e il supporto ai suoi familiari. Una struttura moderna e nuova, dotata di tutti gli accorgimenti per poter accogliere, prendersi cura ed assistere con la massima attenzione persone, non più gestibili a domicilio, con malattie in fase avanzata a rapida evoluzione, per le quali ogni terapia finalizzata alla guarigione non è più possibile.

Il consiglio di presidenza del CRAL USL PIACENZA A.P.S. è molto contento e orgoglioso dei propri soci che hanno reso possibile questo piccolo gesto di aiuto all’Associazione Insieme per l’Hospice onlus, a loro e a tutto il personale sanitario della AUSL di Piacenza, va il nostro grazie in questo tempo così particolare, in questo anno così particolare nel quale vivremo certamente un Natale particolare. Non ci riferiamo alle regole di comportamento, dettate sia dalla situazione oggettiva, sia dai decreti che di questa situazione vorrebbero essere la soluzione.

Gesù nasce ancora, nasce anche quest'anno, nasce proprio in questa situazione, dentro la realtà di queste giornate, scandite ancora dai bollettini sanitari, segnate dalle gravi preoccupazioni economiche di moltissime famiglie, attraversate dalla paura, caratterizzate da una speranza che pare farsi sempre più debole. La nascita di Gesù, allora come oggi, è un dono. Per qualcuno, come per i pastori di quel tempo, un dono inaspettato, per altri un dono atteso.

Questa è l’occasione per fare gli Auguri di Buone Feste condividendo l’eBook UN GIORNO DOPO L’ALTRO a cui il nostro CRAL ha contribuito con l’autore Guido Mezzera, nel ricordo dell’anno internazionale dell’infermiere e dell’ostetrica per dire, grazie a tutte quelle persone, medici, infermieri, tecnici che hanno e che prestano il loro servizio nelle nostre strutture sanitarie.

Redazionale del presidente

Nei giorni scorsi, parlando con un sanitario dell’ospedale di Piacenza ho chiesto se era iscritto al CRAL, mi sono sentito rispondere che non ha rinnovato (già da diversi anni) la sua adesione al circolo aziendale perché troppo costoso (15,00 Euro all’anno) e perché non viene più fatto il giornalino (oggi abbiamo nuovi strumenti di comunicazione, dalla rete intranet aziendale al sito internet, dai social alle App).

Sul momento mi sono trattenuto dal rispondere, poi ricordando il celebre discorso di John Fitzgerald Kennedy nel giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, il 20 gennaio 1961 ... “Ask not what your country can do for you; ask what you can do for your country", traduzione: "Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese", ho fatto mio questo pensiero adattandolo alla situazione: “non chiederti cosa può fare il CRAL per i suoi soci, chiediti cosa puoi fare tu per il CRAL”.

È dal 1961 che c’è un CRAL della AUSL di PIACENZA, oggi i giovani sembra non conoscano questa realtà e non si associano, ogni anno abbiamo diversi pensionamenti e nonostante il nostro CRAL sia tra i più numerosi della nostra regione, le sue file si stanno assottigliando ... abbiamo bisogno di nuove adesioni, sia per sostenere le diverse attività che il Circolo promuove, sia per avere soci attivi al suo interno.

Il 2020 è stato un anno particolare, non abbiamo potuto fare le solite attività associative a causa dell’emergenza covid, ma ci siamo attivati per consentire ai sanitari impegnati nell’emergenza (tutti e non solo i soci del CRAL) una vacanza per ricaricarsi dopo il periodo di intenso lavoro, così 70 famiglie di quattro persone hanno potuto usufruire di un soggiorno gratuito di una settimana in una delle strutture ricettive della riviera romagnola presso i Villaggi Camping & Natura.

Ora, in occasione delle prossime festività natalizie abbiamo concordato di devolvere, la somma solitamente impegnata per l’acquisto dei doni natalizi, all’Hospice Casa di IrisAi soci del CRAL e a tutto il personale della AUSL mettiamo a disposizione un eBook dello scrittore Guido Mezzera realizzato con il coordinamento del nostro CRAL e al quale ho avuto il privilegio di collaborare con l'autore. Con questa pubblicazione vogliamo ricordare che il 2020 è anche l’anno internazionale dell’infermiere e dell’ostetrica. E’ un piccolo pensiero, con la speranza che sia gradito, e che sia di stimolo per associarsi al CRAL.

Paolo Merli - Presidente CRAL USL PIACENZA A.P.S.

Parliamo di mascherine ...

In Austria e, a partire dallo scorso 25 gennaio, in Germania le mascherine FFP2 sono obbligatorie in tutti i negozi e sui mezzi di trasporto pubblico. Ciò significa che, per alcuni paesi europei, le mascherine chirurgiche e quelle più economiche non sono più ritenute sufficienti per garantire un adeguato grado di sicurezza ai cittadini. Ecco perché accade, e perché dovreste iniziare seriamente a mettere da parte qualche FFP2 per lo meno per determinate occasioni. Al di là delle differenze regionali, in generale si sta facendo breccia in Europa l’idea che sia necessario indossare mascherine di grado medico in tutti i luoghi ad elevata frequentazione, come gli autobus, i centro commerciali, la sala d’attesa del dottore. In tutti questi casi, Baviera e Austria impongono l’impiego di “facciali filtranti” FFP2 e FFP3, o delle loro omologhe KN95 o N95; niente mascherine chirurgiche, low-cost o prive di certificazioni mediche, insomma. Perché solo le prime garantiscono il blocco della maggior parte degli aerosol e delle droplet provenienti dall’esterno; ed è importante sapere che mentre le droplet si fermano a circa 3 metri dopo l’espirazione, l’aerosol può viaggiare per molti metri. In particolare, si richiede che la protezione facciale sia dotata di diversi strati di tessuto, di una pinza metallica attorno al naso e delle diciture “Type II” o “Type III” oltreché del marchio CE. Le protezioni plastiche davanti il viso non bloccano droplet e aerosol, e dunque sono da considerarsi non affidabili. Il problema è che le nuove varianti del virus spaventano i governi del Vecchio Continente. “Il virus si è evoluto per contagiare di più,” spiega a Repubblica Carlo Federico Perno, virologo del Bambin Gesù di Roma. “Da un lato chi è contagiato dalle nuove varianti diffonde più virus. Dall’altro chi entra in contatto con questo virus ha bisogno di una quantità inferiore di microrganismi per infettarsi. Le Ffp2 proteggono meglio perché sono più aderenti alla pelle del viso. Non fanno entrare aria potenzialmente infetta quando inspiriamo, ma hanno lo svantaggio di rendere la respirazione un po’ difficoltosa e trattengono al loro interno parte dell’anidride carbonica espirata. Salire le scale provoca facilmente affanno. Sono ottime mascherine, ma vanno usate con buon senso. Le chirurgiche, se indossate bene, restano una buona protezione”. Buona, ma non altrettanto efficace. Anche perché oramai l’abbiamo imparato un po’ tutti: le mascherine chirurgiche risultano efficaci nel bloccare soprattutto le goccioline in uscita, e meno quelle in entrata. Tradotto in soldoni, proteggono più gli altri che chi le indossa. Ecco perché è fondamentale praticare il distanziamento sociale, e utilizzare tutti la mascherina. In base ai più recenti studi, tuttavia, risulta che la variante inglese sia più contagiosa del 50-70%, e che quella brasiliana e sudafricana siano perfino più temibili da questo punto di vista. Grazie ad una mutazione della proteina Spike che permette loro di aggredire il corpo umano, infatti, ora sono ancora più aggressive e dunque, sul lungo andare, tenderanno a diffondersi maggiormente rispetto al Covid-19 che conosciamo. “Un contagio nasce sempre da una falla nella nostra protezione” spiega Perno. “Con la variante più contagiosa, può bastare un errore più piccolo per ritrovarsi infettati.” Ecco perché, in un ottica di contenimento del virus, ha senso iniziare ad acquistare qualcuna di queste mascherine. Il fatto è che le FFP2 costano molto di più delle omologhe chirurgiche: parliamo di circa 2,00 € contro i 50 centesimi a cui si riescono a trovare facilmente (ma online si trovano offerte molto migliori). Pertanto, a nostro modo di vedere, ha senso ragionare su un’alternanza intelligente tra le due. Le chirurgiche proteggono meno e costano meno; le FFP2 filtrano di più ma sono più care. E allora, meglio utilizzare le prime per attività all’aria aperta, dove c’è poca gente, e come “mascherina da tutti i giorni.” E invece ripiegare su FFP2 in tutti quei contesti in cui sappiamo di dover incontrare molte persone, tipo in aeroporto, in treno, sul traghetto, al centro commerciale. In questo modo si evita di spendere un patrimonio, e si riceve una ragionevole copertura proporzionata al rischio del momento. Fermo restando che la FFP2 non fa decadere le altre due regole d’oro, vale a dire il distanziamento sociale e il lavaggio frequente delle mani. In attesa del vaccino, questo per ora passa il convento.

Educazione civica e galateo

In questi giorni recandoci in negozi per le spese legate alle festività natalizie, abbiamo potuto costatare l’impoverimento della nostra coesione sociale.

Innanzi tutto non si trovano negozi (esclusi alcuni supermercati) che indichino una corsia preferenziale per le persone disabili e se ti trovi in coda sostenuto dal “tuo bastone” nessuno ti lascia passare avanti ... insomma, atteggiamenti che ci hanno fatto pensare all’educazione civica e al galateo, che una volta la scuola e la famiglia ci insegnavano.

È vero che in questo anno scolastico l'educazione civica è stata nuovamente introdotta, come insegnamento, nelle scuole di ogni ordine e grado. È una sfida che vuole aiutare gli alunni a vivere l'appartenenza alla comunità più ampia, alle Istituzioni, allo Stato … scoprendo i propri diritti e i propri doveri.

L’educazione civica nella scuola era sta introdotta da Aldo Moro nel lontano 1958 (all’ora Ministro dell'Istruzione durante i governi Zoli e Fanfani), l'educazione civica è poi diventata obsoleta negli anni '90, per poi tornare a far parlare di sé.

Oggi diventa sempre più urgente il recupero di una dimensione educativa che formi i giovani sui principi che consentono uno sviluppo civile della società e la conservazione dei legami di coesione sociale, indispensabili per immaginare un futuro vivibile e uno sviluppo possibile per il nostro Paese.

Nella scuola e nella società più in generale, si assiste da anni al progressivo indebolimento del senso di responsabilità e del rispetto reciproco.

La scuola è il luogo dove si formano i cittadini e dove i piccoli e le loro famiglie apprendono il vivere consociato in modo responsabile ed attento, sin dalla scuola per l’infanzia, in un percorso di conoscenza della Costituzione e dei suoi principi fondamentali, quali l’eguaglianza con le sue declinazioni più urgenti quali il contrasto alla disparità di genere, di etnia e di religione.

Vogliamo anche ricordare che al giorno d’oggi non esiste più il galateo come lo aveva designato Monsignor Della Casa, i costumi si sono evoluti e, con il passare del tempo, ogni consiglio scritto in passato sembra essere stato superato.

Questo, però, non vuol dire che non esistano più regole da seguire: l’etichetta è in continua evoluzione e riesce a unire sia nuove esperienze che vecchi usi. Se, dunque, cambia nella sua sostanza, lo scopo del galateo è sempre lo stesso: il rispetto del prossimo, una convivenza gradevole tra individui e una società più armoniosa per il benessere di tutti.